Quest’anno il Festival di Sanremo 2026 ha visto salire sul palco dell’Ariston un protagonista inedito e atteso: il rapper napoletano Luchè con il brano Labirinto. Per la prima volta in gara tra i Big, l’artista – nome d’arte di Luca Imprudente – porta una canzone che unisce il mondo urban alla melodia, in un equilibrio delicato tra rap e canto.
Un brano autentico, lontano dai cliché
Labirinto non è una semplice canzone d’amore: è un percorso emotivo che esplora le pieghe più intime dell’animo umano. Luchè non cerca di “sanremizzare” il suo stile, ma trasporta la sua sensibilità rap in una forma musicale accessibile a un pubblico più ampio, pur mantenendo la profondità dei suoi testi.
Il pezzo è stato scritto insieme a Davide Petrella e ad altri autori di prestigio, e si presenta come una ballata contemporanea in bilico tra rap e melodia.
Il significato profondo di Labirinto
Al centro della canzone c’è una potente metafora: il labirinto come immagine dei pensieri ossessivi e dei legami complicati. La relazione raccontata nel brano non è un amore idealizzato, ma piuttosto un percorso intricato in cui due persone si trovano a confrontarsi con orgoglio, rimpianti, fragilità e difficoltà di comunicarsi apertamente.
La relazione come percorso intricato
Il titolo stesso – Labirinto – suggerisce un intreccio di strade da cui è difficile uscire. Non si tratta solo di una rottura o di una fine, ma di un continuo ritorno sui propri passi, come accade nei labirinti: andare avanti, tornare indietro, cercare una via d’uscita senza riuscirci appieno.
Luchè racconta un amore segnato dall’orgoglio, dai silenzi, e dalla difficoltà di riconoscere e manifestare le proprie vulnerabilità (“L’orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca”). In questa narrazione, la distanza diventa protezione e salvezza, ma porta con sé il peso di ciò che è stato.
Metafora e introspezione
La metafora del labirinto si estende anche oltre la relazione sentimentale: diventa simbolo del conflitto interno tra passato e presente, tra identità e aspettative, tra desiderio di amare e paura di essere feriti. È un percorso in cui l’artista – e chiunque si riconosca nel brano – si confronta con sé stesso più che con l’altro.
Nel ritornello emerge anche la consapevolezza che ciò che è stato resta, anche quando ci si allontana: un monito a non dimenticare ciò che si è condiviso, perché “quello che so di te nasconde un po’ di me”.
Conclusione
Con Labirinto, Luchè porta a Sanremo un pezzo autentico, che trascende i generi per raccontare l’intimità delle relazioni e dei labirinti interiori. Non è solo una canzone d’amore finita, ma un viaggio emotivo che parla di crescita, consapevolezza e identità. In un contesto come quello del Festival, dove spesso prevalgono le melodie più tradizionali, il rapper napoletano regala al pubblico una narrazione cruda e sincera, in perfetta coerenza con il suo percorso artistico.
Il testo di Labirinto
Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto
Nulla è per sempre nel rimorso l’odio annega potevamo rimanere in contatto
E invece niente siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota
L’orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca
Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga
La notte è nera asfalto aspetto l’alba che mi trova
Un po’ di luce
Adesso che non riesco più ad immaginarti
E non ho voce
Nemmeno per gridare che lo so che parti
Solo per stare lontano via da me
Stai meglio lontano via da me
Non abbiamo più scuse
Quanto ci vuole per dimenticarsi
E quello che so di te
È che sei bella come una bugia
Detta per non piangere, non piangere
Non dormirò più tra le braccia tue
In questo labirinto siamo in due
E quello che so di te
Nasconde un po’ di me
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me di noi di noi
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me di noi di noi
Non conta l’ego contano i concetti
Nessuno l’ha capito competiamo con noi stessi
Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti
Quando non so chi sono
Me lo urlano ai concerti
Di crisi già ne ho avute
L’inverno con le tute
Le corse e le cadute
Scontrarsi a mani nude
Mentre gli altri giocano
Io mi distinguo tra pochi che osano
E troverò un po’ di luce
Adesso che non riesco più ad immaginarti
E non ho voce
Nemmeno per gridare che lo so che parti
Solo per stare lontano via da me
Stai meglio lontano via da me
Non abbiamo più scuse
Quanto ci vuole per dimenticarsi
E quello che so di te
È che sei bella come una bugia
Detta per non piangere
Non piangere
Non dormirò più tra le braccia tue
In questo labirinto siamo in due
E quello che so di te
Nasconde un po’ di me
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me di noi di noi
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me di noi di noi
Le chiavi dell’uscita
Le ho messe nelle mani tue
Ma in questo labirinto siamo in due
Siamo in due
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me di noi di noi
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me di noi
Ascolta la canzone e guarda il video
Il video ufficiale del brano è disponibile sul canale youtube Luchè. La canzone è inoltre disponibile su tutte le piattaforme di streaming online.