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Le foglie di te, Jovanotti e Samurai Jay – Testo Significato

Le foglie di te di Jovanotti e Samurai Jay è il brano d’amore di “Il corpo umano Vol. 1” torna in una nuova versione ritmata, con il flow del rapper napoletano e un video girato a New York

Jovanotti torna alla musica con “Le foglie di te”, nella nuova versione feat. Samurai Jay, in uscita per Universal Music da venerdì 9 ottobre in radio e su tutte le piattaforme digitali. Il singolo arriva a pochi giorni dalla presentazione alla Festa del Cinema di Roma del film “Lorenzo”.

Una canzone che torna

Non è un inedito, ma una rilettura. “Le foglie di te” è la sesta traccia di Il corpo umano Vol. 1, e è una canzone d’amore piena di immagini, desiderio e movimento. Il titolo gioca sull’omofonia del ritornello: riprende due versi, “le foglie di tè” e “la mia voglia di te”. Il testo di Lorenzo intreccia immagini naturali, desiderio e passaggio del tempo, muovendosi tra dettagli quotidiani e visioni più ampie.

Il suono: percussioni, elettronica, dance

La nuova versione lavora sull’arrangiamento più che sulla scrittura. Al centro resta la scrittura di Jovanotti, mentre intorno il brano cambia pelle, con una produzione più fisica e ritmata, attraversata da percussioni, elettronica e sonorità dance. Alla produzione c’è Dardust. Il risultato punta a un suono diretto, tutto da ballare.

Il contributo di Samurai Jay

Sul piano vocale, Samurai Jay entra nella canzone con la sua voce, il suo flow e la sua sensibilità, senza spostarne il centro. È una scelta di equilibrio: il rapper di Mugnano di Napoli, che prima di Sanremo 2026 era un artista dai numeri positivi ma quasi sconosciuto al grande pubblico, porta la propria attitudine latin-urban dentro un impianto che resta quello di Jovanotti. Il suo percorso recente, dal successo di “Halo” a “Ossessione”, portata a Sanremo, lo rende un interlocutore naturale per una versione pensata per le piste e le radio.

Del resto i due si erano già incrociati: nella scaletta del tour estivo compariva “Le foglie di te (Samurai Jay Remix)”, un antipasto di quanto uscito ora in forma di singolo.

Il video: Jovanotti guida e “Cupido” a New York

Il videoclip, disponibile su YouTube dal 16 ottobre, ha un taglio da commedia. Jovanotti porta Samurai Jay alla scoperta di New York, una prima volta per quest’ultimo, e si assegna una missione in più: trovargli una fidanzata. Lungo il percorso i due si muovono tra le strade come una coppia complice e divertita, con Jovanotti nelle vesti di un Cupido newyorkese. La città, per Lorenzo, è un luogo familiare: ci ha vissuto e vi ha registrato alcuni dei suoi dischi.

Un autunno fitto per Lorenzo

Il singolo si inserisce in una fase intensa. Arriva dopo “Buon vento” con Alfa e dopo il Jova Summer Party, culminato il 12 e 13 settembre con due grandi notti al Circo Massimo di Roma. Poi c’è il cinema: dal 26 novembre sarà in sala “Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti”, firmato da Dario Zonta e Carlo Zoratti. Il tutto a ridosso dei 60 anni compiuti a settembre.

Verdetto

“Le foglie di te” non reinventa Jovanotti, e non vuole farlo: prende una canzone d’amore già solida e la veste di ritmo e di una voce nuova. Per Samurai Jay è un’investitura di peso; per Lorenzo, un modo di restare nel presente della musica italiana mentre si prepara a raccontarsi sul grande schermo.

Ecco la sezione da inserire dopo “Il suono: percussioni, elettronica, dance” e prima di “Il contributo di Samurai Jay”.

Il testo di Le foglie di te: un corteggiamento in tre atti

Il brano si apre come una scena da serata: una domanda su dove sia nato quel sorriso, e la richiesta di averne un po’ anche per sé, perché è il sorriso che può far tornare l’atmosfera, prima sopra un tavolo e poi tra le lenzuola. È un desiderio detto con leggerezza, e la luce piena di una notte di luna fa da cornice.

Nella parte centrale la scena si sposta sul silenzio. Due bicchieri diventano un oceano e arriva l’invito a non aggiungere parole; le strade, intanto, non vanno dove pensano di andare e portano in un posto speciale. Il testo rinuncia alla spiegazione e si affida all’intesa.

Il ritornello è la dichiarazione. L’altra persona è “fantastica” e chi canta resta incantato dalla sua libertà, che gli ha insegnato qualcosa. Al suo risveglio si sveglia con lei tutto l’elenco del mondo: la strada, la musica, il sole, la luna, la flora, la fauna. L’ultima voce è il gioco di parole che dà il titolo: le foglie di tè, che subito si trasformano in “la mia voglia di te”. Il doppio senso funziona perché nasce dal suono, e il refrain è costruito per essere ripetuto: torna dopo ogni ritornello e dopo il ponte, con un effetto di eco e di mantra che nella nuova versione ritmata diventa una vera chiamata alla pista.

La seconda strofa porta il desiderio nel tempo. La voglia continua ancora, ogni giorno è una vita nuova, e i momenti grigi diventano felici quando l’altra persona è vicina; il suo sorriso è descritto come ciò che cuce le cicatrici. È l’immagine più intima del pezzo, quella che lo sposta da una canzone di conquista a una canzone di cura.

Il ponte è lo sguardo indietro. Si parla della grande avventura di essere arrivati lì insieme, di una foresta nata da un seme e del ricordo di un riflesso negli occhi dell’altra persona: nei suoi occhi c’era già una piccola versione di lei, e in quelli di lui il proprio sé. Qui si capisce perché le foglie del titolo siano più che un’immagine: la natura è la metafora di una storia che cresce.

Le mani dietro il testo di Le foglie di te

C’è un dettaglio che rafforza il legame tra le due versioni. Nei crediti il testo è firmato da Lorenzo Cherubini e Gennaro Amatore, il vero nome di Samurai Jay, mentre la musica è di Cherubini e Dario Faini, cioè Dardust, che firma anche la produzione. Il brano, ricordiamolo, è del 2025 e appartiene a Il corpo umano Vol. 1, uscito il 31 gennaio di quell’anno. Samurai Jay, quindi, non è solo una voce ospite: è anche fra gli autori della nuova versione.

Dove hai preso quel sorriso che hai stasera?
Ha qualcosa che non si vedeva più
Nella luce sei mistero e luna piena
Se ti guardo come un lupo, ululo alla luna
Dove hai preso quel sorriso che non c’era?
Chiedo troppo se ne dai un po’ anche a me?
Lo userei per far tornare l’atmosfera
Sopra a un tavolo e poi dentro le lenzuola
E si aprono le porte tra due cuori
Si trasformano in oceano due bicchieri
Non parliamo, non aggiungerci parole
Equilibrio naturale delle sfere
Per ragioni che nessuno può sapere
Per le strade che non portano dove pensano di andare
Ma in un posto speciale, molto speciale

Sei fantastica e io resto sempre incantato
Dalla tua libertà, quella che mi hai insegnato
Sei fantastica, ti svegli e si sveglia con te
La strada, la musica, il sole, la luna
La flora, la fauna, e le foglie di tè
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te

La mai voglia di te continua ancora
Ogni giorno è una vita nuova
Il giorno del mondo in una parola
Per portarti il sole, la luna, le stelle e poi
Tutti i momenti grigi diventano felici
Solamente quando graviti intorno a me
Ogni volta che sorridi cuci le mie cicatrici
E volevo solo dirti che

Sei fantastica e io resto sempre incantato
Dalla tua libertà, quella che mi hai insegnato
Sei fantastica, ti svegli e si sveglia con te
La strada, la musica, il sole, la luna
La flora, la fauna, e le foglie di tè
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te

Che grande avventura che è stata arrivare qui insieme
Pensare che questa foresta è iniziata da un seme
Ricordo il momento che ho visto
Nei tuoi occhi il riflesso di me
Che avevo riflessa negli occhi una piccola te
Sei fantastica

E la mia voglia di te (E la mia voglia di te)
E la mia voglia di te (E la mia voglia di te)
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te
E la mia voglia di te


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