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Luciano Ligabue – Nel Tempo – Il caso Lavorini

Luciano Ligabue nel brano Nel Tempo, traccia numero 3 dell’album Arrivederci, Mostro!, cita il caso Lavorini, un crimine che all’epoca fece molto scalpore.

Il 31 gennaio 1969 scompare a Viareggio il dodicenne Ermanno Lavorini. Si tratta del primo caso di rapimento di minore avvenuto nell’Italia repubblicana. La famiglia riceve telefonicamente una richiesta di riscatto. Per tre mesi le forze dell’ordine brancolano nel buio.

In questo contesto la stampa monta il caso offrendo ampio spazio a fantomatici esperti in rapimenti, radioestesisti, agopunturisti e sensitivi vari e avariati.

Il 9 marzo 1969 un cane scopre il cadavere sepolto nella sabbia della pineta di Marina di Vecchiano, luogo frequentato da omosessuali ai quali viene da principio attribuito il crimine. Vari presunti “mostri” furono sbattuti in prima pagina accusati da tre attivisti di estrema destra. A poco a poco emerse la verità, Lavorini era stato vittima – sia pure non premeditata – proprio dei tre attivisti, lo scopo: raccogliere fondi per la loro attività politica.

Fu, tra le altre cose, la prima voltà che si parlò di pedofilia in Italia.

Testo di Nel Tempo
di Luciano Ligabue

C’ero quando sono nato
C’ero quando son cresciuto
Zorro Blek e Braccobaldo
Belfagor e Carosello
ed hanno ucciso Lavorini
e dopo niente è stato come prima

C’ero sulla millecento
che mio padre urlava un po’ a chiunque
C’ero la mia prima volta
non l’avevo neanche scelta
certo che era bella svelta
non potevo mica perder tempo
Tutto il tempo lì a tenere il tempo
che fosse il mondo o solo fantasia
o quello di una batteria era sempre tempo
C’ero nel settantasette
a mio modo e col mio passo
il processo a De Gregori
C’ero coi Police a Reggio
c’erano due torri e un muro
e Berlinguer e Moro lì nel tempo
Tutti quegli scherzi che fa il tempo
tutte quelle foto che non ho
ne ho scattate solo un po’
non ne ho mai avuto il tempo
Tutto il tempo lì a tenere il tempo
che fosse il mondo o solo fantasia
o quello di una batteria
era sempre tempo
C’ero quando ho preso casa
c’ero molto poco e quindi poche scuse
C’ero quando ho fatto male
c’ero anche quando mi hanno fatto male
c’ero sempre nel mio viaggio
l’occhio al finestrino
e Falcone e Borsellino lì nel tempo
Tutto il tempo lì a tenere il tempo
che fosse il mondo o solo fantasia
o quello di una batteria
era sempre tempo
Tutti quegli scherzi che fa il tempo
tutte quelle foto che non ho
ne ho scattate solo un po’
non ne avevo il tempo

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