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Daniele Silvestri – Salirò (2002) – °/ e Testo

Salirò è la prima traccia di Unò dué, album 2002 di Daniele Silvestri. Con questo brano il cantautore romano ha partecipato al Festival di Sanremo del 2002, arrivando quattordicesimo ma vincendo il premio della Critica “Mia Martini”.

La canzone è scritta e interpretata dallo stesso Silvestri mentre l’arrangiamento è di Demo Morselli.

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Il testo di Salirò

Salirò, Salirò
Tra le rose di questo giardino
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un punto lontano
Pompa, pompa, pompa, pompa

Preferirei
Stare seduto sopra il ciglio di un vulcano
Mi brucerei
Ma salutandoti dall’alto con la mano

E invece sto sdraiato
Senza fiato
Scotto come il tagliolino al pesto che ho mangiato
E resto qui disteso
Sul selciato ancora un po’
Ma prima o poi ripartirò

Accetterei
Di addormentarmi su un ghiacciaio tibetano
Congelerei
Ma col sorriso che si allarga piano piano
come De Niro, ma più indiano
e invece sto sdraiato senza fiato
sfatto come il letto su cui prima m’hai lasciato
e resto qui distrutto
disperato ancora un po’
ma prima o poi ripartirò.

E salirò salirò Salirò salirò
Fra le rose di questo giardino
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un ricordo
Lontano

E salirò salirò
Salirò salirò
Fra le rose di questo giardino
Fino a quando sarò
Solamente un puntino lontano, lontano, lontano

preferirei ricominciare
piano piano dalla base
e tra le rose lentamente risalire
e prenderei tra le mie mani
le tue mani e ti direi “amore in fondo non c’è niente da rifare”

E invece più giù di così
C’è solo da scavare
Per riprendermi, per riprenderti
ci vuole un argano a motore
Salirò salirò Salirò salirò
fra le rose di questo giardino
Salirò salirò fino a quando sarò
Solamente un ricordo lontano

Salirò Salirò
Non so ancora bene quando
Ma provando e riprovando
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un punto
Lontano Lontano Lontano Lontano
Pompa

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