Giusy Ferreri – La bevanda ha un retrogusto amaro

In rotazione radio a partire dal 25 aprile 2014, La bevanda ha un retrogusto amaro è ufficialmente il secondo singolo estratto da L’Attesa, ultimo album di Giusy Ferreri pubblicato il 25 marzo.

La canzone arriva dopo Ti porto a cena con me e del brano presentato a Sanremo 204 L’amore possiede il bene.

Così Giusy Ferreri ha spiegato il significato della canzone:

E’ un brano che ho scritto durante i giorni trascorsi a Londra con il produttore Yoad Nevo e racconta la storia tragicomica di una ragazza e di una serata in discoteca. Il brano si rivolge ai giovani che vivono la realtà delle discoteche in cui spesso accadono episodi di violenza sessuale a causa dell’assunzione inconsapevole di droga (la cosiddetta droga dello stupro). In questo caso la reazione della protagonista che subisce violenza è negare, il suo ricordo è distorto e confuso e preferisce credere di essere stata rapita da un marziano e di essersene addirittura innamorata. Questo brano è un’esortazione a non aver paura della verità.

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Il testo di La bevanda ha un retrogusto amaro – link per scaricarla da iTunes

Sul divano in discoteca
e credo di avere dormito
mi ha rapita anche un marziano
che ha ballato fino all’alba con me

Non ricordo né il suo nome neanche il volto
ma il respiro invece sento ancora vivo su di me
la bevanda ha un retrogusto amaro
e io mi sento debole

Ma io non so nemmeno poi chi sei
e la tua voce riconoscerei
ora non so nemmeno dove sei
ho aperto gli occhi e già non c’eri più

E non saprai mai
i miei segreti non racconto mai
e non farti dai,
troppe domande invece agisci, vai

Son tornata in discoteca
per cercare quel marziano
sul divano in discoteca
credo di avere…

Non ricordo né il suo nome,
neanche il volto
ma il respiro invece sento ancora vivo su di me
roipnol, GHB, ketamina,
ha un cocktail di benzodiazepine

Ma io non so nemmeno se ci sei
ti cerco invano e mai ti ritrovai
ma io non so nemmeno poi chi sei
ma la tua voce riconoscerei

E non farti mai
mille domande, invece agisci, vai
e non saprai i miei
segreti altrimenti saran guai

Lo stupratore, lo stupratore,
in discoteca la gente grida ma
io cerco invano il mio marziano,
forse lo amo, meglio non dire

Se ero con te, se lo dirò nessuno mai mi crederà
se lo dirò nessuno mai mi crederà

Così non so se esisti o ti sognai
ti cerco invano e mai ti ritrovai
ma la tua voce riconoscerei
se mi addormento forse tornerai

E non farmi mai
domande a cui io non rispondo mai
e non farti dai
troppe domande invece agisci e vai.
E non chiedermi
le cose che non ti dirò mai
e non saprai mai
i miei segreti non racconto mai

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