Ozzy Osbourne è morto ma il suo mito è eterno
Il mondo del rock è in lutto: Ozzy Osbourne, l’iconico frontman dei Black Sabbath e leggenda indiscussa dell’heavy metal, è morto all’età di 76 anni a Birmingham il 22 luglio 2025.

La notizia ha colpito profondamente fan, colleghi e musicisti di tutto il mondo, che oggi piangono la scomparsa di uno degli artisti più influenti e controversi della storia della musica.
Ozzy, soprannominato “il Principe delle Tenebre”, ha saputo reinventarsi in ogni fase della sua carriera, lasciando un’impronta indelebile non solo sul metal, ma su tutta la cultura pop degli ultimi cinquant’anni.
Dall’inferno al mito
Nato a Birmingham nel 1948, Ozzy ha fondato i Black Sabbath nel 1969 insieme a Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward. Con loro ha rivoluzionato il concetto di rock, dando vita a un suono oscuro, minaccioso, che avrebbe posto le basi dell’heavy metal. Il primo album omonimo del 1970 fu una scossa tellurica: brani come Black Sabbath e N.I.B. sembravano arrivare da un’altra dimensione, e il pubblico non era pronto — ma il tempo gli ha dato ragione.
Dopo essere stato allontanato dalla band nel 1979 a causa dei suoi eccessi (droga, alcool e scandali di ogni genere), Ozzy non si è arreso. Anzi, la sua carriera solista è diventata una delle più sorprendenti della storia del rock. Con l’aiuto della manager (e futura moglie) Sharon Osbourne e del chitarrista prodigio Randy Rhoads, ha pubblicato una serie di album diventati presto cult.
Negli anni 2000 Ozzy è diventato anche un’icona della cultura pop, grazie al reality show The Osbournes, che ha mostrato il suo lato più umano, grottesco e comico. La sua immagine di rocker maledetto si è fusa con quella di padre tenero e smarrito in un mondo che cambiava troppo in fretta.
Le canzoni che hanno definito una leggenda
È difficile scegliere tra decine di brani leggendari, ma ecco un elenco delle canzoni più significative della carriera di Ozzy Osbourne, sia con i Black Sabbath che da solista:
Con i Black Sabbath:
- Black Sabbath – La nascita del metal: cupo, minaccioso, rivoluzionario.
- Paranoid – Forse il brano più iconico del gruppo, un inno generazionale.
- Iron Man – Un riff immortale e una storia da fumetto distopico.
- War Pigs – Una critica feroce alla guerra e ai poteri forti, ancora attuale.
- Children of the Grave – Un inno apocalittico, tra doom e ribellione.
Da solista:
- Crazy Train – Il manifesto della nuova vita di Ozzy, con l’inconfondibile riff di Randy Rhoads.
- Mr. Crowley – Mistica e teatralità pura, con assoli memorabili.
- Bark at the Moon – Uno dei pezzi simbolo degli anni ’80, potente e gotico.
- No More Tears – Una ballata epica che mescola potenza e malinconia.
- Mama, I’m Coming Home – Il lato più emotivo e struggente di Ozzy, dedicato alla moglie Sharon.
- Dreamer – Un’inaspettata riflessione ecologista e spirituale, il suo “Imagine” personale.
Un’eredità immortale
Ozzy Osbourne non è stato solo un cantante: è stato un simbolo. Ha incarnato gli eccessi del rock, la rinascita dopo la caduta, la follia creativa che confina con il genio. Con la sua voce unica, il carisma grottesco e la capacità di essere sempre fuori dagli schemi, Ozzy ha dato voce a generazioni di outsider, di ribelli, di sognatori oscuri.
Anche se oggi il suo corpo ci lascia, la sua musica non morirà mai. Ozzy è entrato nell’eternità del rock, dove le leggende non invecchiano, ma risuonano per sempre.
Rest in power, Ozzy. Ci vediamo nel regno delle ombre.
Ozzy Osbourne su it.wikipedia.org