U2 – Easter Lily: un ritorno alla fede, all’amicizia e alla speranza

Uscito a sorpresa il Venerdì Santo, Easter Lily, il secondo EP del 2026 della band irlandese è già considerato il loro lavoro più forte degli ultimi vent’anni.

U2 – Easter Lily

Gli U2 non smettono di sorprendere. Easter Lily è il secondo EP a sorpresa in sei settimane, uscito il Venerdì Santo, 3 aprile 2026, esattamente sei settimane dopo Days of Ash — due EP che racchiudono il periodo liturgico della Quaresima. Un gesto che ha il sapore di un rito, quasi una devozione musicale scandita dal calendario cristiano.

Il simbolo e il titolo

Il nome scelto per questo EP non è casuale. L’Easter Lily — il giglio di Pasqua — ha profondi legami con l’Irlanda: è un simbolo della Rivolta di Pasqua del 1916 e dei successivi conflitti che portarono all’indipendenza. Il fiore viene indossato durante le festività pasquali come simbolo di commemorazione e della purezza di Cristo.

C’è però anche un omaggio molto personale di Bono. Il titolo è anche un riferimento all’album Easter di Patti Smith, uscito nel 1978: “Mi ha dato tanta speranza quando è uscito — non avevo ancora 18 anni“, ha dichiarato il cantante.

Un EP che chiude la Quaresima

Mentre Days of Ash era una risposta al caos del mondo esterno, Easter Lily è un insieme di canzoni più riflessive, che emergono da un luogo più personale e privato — esplorando temi come l’amicizia, la perdita, la speranza e, in ultima analisi, il rinnovamento.

Bono ha accompagnato l’uscita con una nota ai fan carica di interrogativi esistenziali: “Con Easter Lily ci siamo ritrovati a fare domande molto personali: le nostre relazioni sono all’altezza di questi tempi difficili? Quanto duramente si combatte per un’amicizia? La nostra fede può sopravvivere al modo in cui gli algoritmi distorcono il significato delle cose? La religione è tutta spazzatura e continua a dividerci? O ci sono risposte da trovare nelle sue crepe?”

La tracklist

L’EP è composto da cinque canzoni e un sesto brano descritto come un soundscape di Brian Eno, completato con il produttore Jacknife Lee. La tracklist è la seguente:

  1. Song for Hal
  2. In a Life
  3. Scars
  4. Resurrection Song
  5. Easter Parade
  6. COEXIST (I Will Bless The Lord At All Times?)

Song for Hal è un lamento del periodo del lockdown da Covid-19, con The Edge alla voce, scritto per l’amico della band Hal Willner — produttore musicale scomparso quasi sei anni fa proprio in quei giorni, che avrebbe compiuto 70 anni il Lunedì dell’Angelo. In a Life è una canzone che celebra l’amicizia. Scars è un inno all’incoraggiamento e all’accettazione, cicatrici comprese, con un colpo di scena. Resurrection Song parla di pellegrinaggio, un viaggio on the road nell’ignoto con un amante o un amico.

La chiusura del disco, COEXIST (I Will Bless The Lord At All Times?), è la traccia più sorprendente: Bono vi suona meno come un predicatore dal pulpito e più come il conduttore di un podcast ASMR, attraverso il software di manipolazione vocale di Bon Iver.

La critica entusiasta

La risposta della stampa è stata quasi unanimemente positiva. La rivista MOJO ha assegnato all’EP quattro stelle, definendolo il materiale più forte che gli U2 abbiano prodotto in almeno vent’anni, capace di riunire gli impulsi melodici elementari della band. In un panorama dominato dai singoli costruiti per i social, questa uscita grezza e inaspettata si distingue con forza. Gli U2 hanno navigato il tema della religione con maestria per decenni, e Easter Lily continua su quella strada, esplorando la fede nel caos senza cadere nel dogmatismo.

Il contesto: un anno di rinascita

Easter Lily è il secondo EP degli U2 nel 2026, dopo Days of Ash uscito il Mercoledì delle Ceneri, il 18 febbraio. Entrambi i progetti sono separati dal prossimo album in studio. The Edge ha spiegato nella nuova edizione del fanzine Propaganda: “Abbiamo scritto canzoni pensate per l’album, ma hanno cominciato ad affermarsi in modi inaspettati, pretendendo attenzione particolare, un loro mondo devozionale. Così abbiamo ceduto… accettato i loro tempi. Sono le canzoni il capo.”

Il disco è accompagnato da una nuova edizione digitale del fanzine Propaganda, con contributi di tutti e quattro i membri della band: sleeve notes di The Edge, Adam Clayton che parla d’arte e del percorso di recupero, una conversazione tra Bono e il frate francescano Richard Rohr, e fotografie scattate in studio da Larry Mullen Jr.

Cosa aspettarsi

Bono ha rassicurato i fan: la band è ancora in studio a lavorare verso un album completo, descritto come “rumoroso, disordinato, irragionevolmente colorato”, pensato per essere suonato dal vivo — perché è lì che gli U2 vivono davvero.

Easter Lily non è dunque un punto d’arrivo, ma una stazione di un viaggio più grande. Un EP che, nel silenzio contemplativo della Quaresima, regala domande più che risposte — e forse è proprio questo il suo dono più prezioso.


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