Futura di Lucio Dalla: una poesia sul Muro di Berlino
C’è una panchina al Checkpoint Charlie che avrebbe potuto passare alla storia anche soltanto per ciò che accadde su di essa una notte del 1979. Lucio Dalla era arrivato a Berlino per seguire un concerto dei Genesis, la band inglese che adorava. Ma qualcosa lo spinse, prima dello spettacolo, a farsi portare dal taxista fino al celebre posto di blocco tra le due Berlino, uno dei simboli più feroci della Guerra Fredda. Scese dalla macchina, chiese all’autista di aspettare qualche minuto e si sedette a fumare una sigaretta davanti a quel muro di cemento armato che da anni divideva famiglie, amori, destini.

Quei pochi minuti si trasformarono in circa trenta. Il tempo di scrivere una canzone.
Sulla stessa panchina si fermò anche Phil Collins, in città per il concerto dei Genesis. Dalla decise di non presentarsi all’illustre collega e i due rimasero per mezz’ora in silenzio. Due artisti, due sigarette, un muro. E dal silenzio di quella notte berlinese nacque Futura.
Una sceneggiatura diventata canzone
Il brano fu scritto a Berlino nel 1979 ed è una canzone che parte da una storia d’amore immaginata da Lucio Dalla sullo sfondo del Muro, ma il suo significato va oltre la cronaca e diventa una dichiarazione di speranza, fiducia nel domani e desiderio di superare ogni barriera.
Il testo di Futura nacque come una sceneggiatura, poi divenuta canzone. Dalla aveva lo sguardo di un regista: vedeva personaggi, situazioni, vite intere compresse in pochi minuti di musica. I brani di Dalla, così come quelli degli album precedenti, sono dei corti, dei piccoli film popolati da personaggi a cui Lucio offre una vita espansa, più onirica, magica.
Il soggetto che immaginò davanti al Muro era semplice e universale: la storia di due amanti, uno di Berlino Est, l’altro di Berlino Ovest, che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura.
La struttura del brano: ballata e rock
Futura è una storia d’amore in cui il crescendo musicale imita volutamente quello di un amplesso. La canzone comincia come una ballata lenta, quasi sospesa nell’incertezza, e progressivamente accelera fino ad esplodere in un climax rock, per poi tornare alla calma iniziale. È una scelta compositiva deliberata e raffinata: la musica racconta ciò che le parole non dicono esplicitamente, seguendo il ritmo emotivo e fisico dei due amanti.
La canzone raccoglie le paure, i dubbi, le speranze e i sogni di due innamorati nella Berlino in piena Guerra Fredda, città divisa dal muro e ferita dalle tensioni politiche; un luogo in cui è estremamente difficile pensare al futuro. Eppure le fantasie e le speranze dei protagonisti indugiano proprio sul futuro e sull’idea di un figlio.
La musica restituisce emozione, in certi punti anche violenza, a ogni singola parola, sullo sfondo di una guerra fredda che stride con la passione dei due giovani tedeschi.
Il significato di Futura: oltre il muro, tutti i muri
Il titolo non è soltanto il nome che i due amanti vogliono dare alla figlia. È una parola che porta con sé tutto il peso di ciò che ancora non esiste, di ciò che si desidera con forza proprio perché sembra irraggiungibile.
La scelta di chiamare una bambina “Futura” è espressione della volontà dei genitori di guardare oltre al muro, non solo quello che materialmente separava le due Berlino, ma tutti i muri che vengono edificati e che coprono il nostro sguardo.
Futura è una canzone su un amore che non ci sarà, che l’autore non sperimenterà; è la canzone d’amore su una mancanza d’amore e sulla scelta di fare i conti con questa mancanza aprendo il privato al pubblico: perché se Futura, per il singolo, è anche malinconia, Futura, per il mondo, è speranza, desiderio, culmine d’amore che invece sarà.
L’album Dalla e il suo posto nella storia
Dalla è il nono album in studio di Lucio Dalla, pubblicato nel settembre 1980 dalla RCA Italiana. Il sound sfornò un vero rock d’autore, portando il disco subito in vetta alle classifiche con 600.000 copie vendute, e gli otto brani presenti nell’album vennero in breve salutati, da pubblico e critica, come autentici classici del repertorio dalliano.
Assieme al precedente Come è profondo il mare (1977) e a Lucio Dalla (1979), il disco è considerato da gran parte della critica musicale parte del “trittico della maturità” di Dalla. Tre album in cui la voce e la penna del cantautore bolognese toccarono vette di rara coerenza artistica, ridefinendo il perimetro della canzone d’autore italiana.
Futura chiude quell’album come un testamento. Diventa il brano simbolo dell’intera discografia di Lucio Dalla, ricantato da tutti, persino da Calcutta trentotto anni dopo, nel marzo 2018, a sei anni esatti dalla morte di Lucio, quasi a invocarne l’eredità “futura”.
Un nome diventato reale
Dopo la pubblicazione del brano, molti genitori decisero di dare il nome “Futura” alla propria figlia. Una canzone che era nata come sceneggiatura immaginaria era diventata vita vera, identità anagrafica, destino. Forse è questo il segreto più grande di Futura: Dalla aveva scritto di un futuro che non poteva ancora esistere, e il futuro gli aveva dato ragione. Il Muro di Berlino cadde il 9 novembre 1989, nove anni dopo l’uscita del disco. La bambina immaginata sulla panchina del Checkpoint Charlie era già cresciuta.
Il testo completo di Futura
Chissà chissà domani
Su che cosa metteremo le mani
Se si potrà contare ancora le onde del mare
E alzare la testa
Non esser così seria, rimani
I russi, i russi, gli americani
No lacrime non fermarti fino a domani
Sarà stato forse un tuono
Non mi meraviglio
È una notte di fuoco
Dove sono le tue mani
Nascerà e non avrà paura nostro figlio
E chissà come sarà lui domani
Su quali strade camminerà
Cosa avrà nelle sue mani, le sue mani
Si muoverà e potrà volare
Nuoterà su una stella
Come sei bella
E se è una femmina si chiamerà Futura
Il suo nome detto questa notte
Mette già paura
Sarà diversa bella come una stella
Sarai tu in miniatura
Ma non fermarti voglio ancora baciarti
Chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
Qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
E sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
Più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
Che si arriva alla luna, sì la luna
Ma non è bella come te questa luna
È una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco, più su
Guida tu che sono stanco, più su
In mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
Son sicuro che c’è il sole
Ma che sole è un cappello di ghiaccio
Questo sole è una catena di ferro
Senza amore, amore, amore
Amore
Lento lento adesso batte più lento
Ciao, come stai
Il tuo cuore lo sento
I tuoi occhi così belli non li ho visti mai
Ma adesso non voltarti
Voglio ancora guardarti
Non girare la testa
Dove sono le tue mani
Aspettiamo che ritorni la luce
Di sentire una voce
Aspettiamo senza avere paura, domani
Il video ufficiale: quarant’anni dopo, Futura è cresciuta
In occasione della ristampa per il 40° anniversario di Dalla, IMAGinACTION — il Festival italiano del videoclip — ha pubblicato un nuovo videoclip del brano, con la regia di Giacomo Triglia. L’intenzione iniziale del regista era quella di raccontare fedelmente la storia della canzone girandola a Berlino, ma le restrizioni legate al Covid costrinsero a ripensare radicalmente il progetto.
Si immagina allora che la bambina, diventata grande, arrivi in Italia, in un piccolo paese del Bolognese. Il video è narrato dal punto di vista del marito di Futura, ormai vecchio, che decide di tornare nel piccolo paese dove i due avevano vissuto per rivivere i momenti passati insieme.
Un anziano signore con una scatola di ricordi tra le mani, una polaroid come macchina del tempo: la poesia immaginata sul Muro di Berlino si era fatta carne, famiglia, memoria. Il video è stato prodotto dalla Daimon Film per il Comune di San Lazzaro di Savena