Lavoreremo da grandi: Canzoni Colonna Sonora Film

Lavoreremo da grandi è un film italiano del 2026 diretto e interpretato da Antonio Albanese. Una commedia drammatica che, con umorismo e amarezza, esplora le vite disordinate di uomini irrisolti, bloccati tra sogni infranti e scelte sbagliate, ambientata sulle rive di un lago piemontese. Tra i suoi elementi più riusciti, la critica ha unanimemente segnalato la colonna sonora originale, firmata da uno dei più grandi violoncellisti italiani viventi: Giovanni Sollima.

Lavoreremo da grandi: Canzoni Colonna Sonora Film

Una notte, quattro perdenti, un lago

Sulle sponde del Lago d’Orta naufraga con una barca Gigi, uomo disoccupato da sempre, che si è ubriacato dopo aver scoperto che una zia non ha lasciato nulla in eredità. Viene soccorso da due amici: Umberto, compositore in crisi artistica e finanziaria con due matrimoni alle spalle, e Beppe, idraulico inetto e celibe che vive con la madre. Il figlio di Umberto, Toni, truffatore pregiudicato appena uscito di prigione, decide di festeggiare la scarcerazione al pub del paese con il padre e i due amici. A fine serata, sebbene in stato di ebbrezza, il quartetto provoca un incidente lungo la strada del ritorno. Spaventati, gli uomini fuggono senza controllare quanto successo.

Seguirà una lunga notte densa di colpi di scena, situazioni paradossali e incontri improbabili, in cui le creazioni musicali di Sollima diventano la voce interiore di personaggi che faticano a trovarne una propria.

Giovanni Sollima: violoncello, grottesco e folk mediterraneo

Le musiche originali del film portano la firma di Giovanni Sollima. La scelta non è casuale: Sollima è figura di riferimento nella musica contemporanea italiana, capace di muoversi con disinvoltura tra classica colta, minimalismo e tradizioni popolari del Sud. Compositore e tra i violoncellisti più influenti del panorama attuale, Sollima ha costruito una partitura che risuona profondamente con la storia di un gruppo di amici travolto da un incidente assurdo e pericoloso.

Il paesaggio sonoro dell’album è costruito attorno all’espressività del violoncello e di un ensemble d’archi, fondendo elementi di minimalismo neoclassico con le inflessioni folk mediterranee che contraddistinguono la sua firma stilistica.

La colonna sonora, disponibile su amazon a partire dal 12 marzo 2026, è pubblicata da Ricercare Editions ed eseguita, oltre che da Sollima, da Alessandro Cirrito, Salvatore Rajmondo e Carlotta Maestrini.

La tracklist — ventuno brani per una durata complessiva di circa ventidue minuti — porta titoli numerici evocativi (uno, atonale, tre bis, nove, diciassette, venticinque), quasi a suggerire frammenti di vita, istanti sparsi di una notte senza ordine né redenzione.

Particolarmente significativa è la traccia intitolata atonale: un omaggio ironico e malinconico al personaggio di Umberto, compositore di musica che nessuno vuole mai ascoltare in nessuna occasione, autore di creazioni cacofoniche che stanno a simboleggiare la sua intera esistenza — ambiziosa nelle intenzioni, stonata nella realtà.

Classica e pop: un connubio coraggioso

La colonna sonora originale di Sollima non è però l’unica componente musicale del film. Da un punto di vista tecnico si segnala una colonna sonora che mescola con disinvoltura musica classica e pop. Una scelta che rispecchia l’anima doppia del film, sospeso tra commedia grottesca e riflessione amara sulla provincia italiana.

Emblematica a tale riguardo è la canzone sui titoli di coda, Gli sbandati hanno perso di Marracash e Zef, che rappresenta l’assunto del film: “Avevamo solamente il sogno di una vita diversa, tanto noi la pace l’abbiamo già persa“. Più che un elogio della sconfitta, per quanto espresso in toni soffusi e quasi elegiaci, siamo di fronte alla conclamata accettazione dei propri insuccessi esistenziali.

Il contrasto tra gli archi neoclassici di Sollima e il rap di Marracash — due mondi lontanissimi — è forse la metafora più eloquente dell’intero film: personaggi che vivono in una provincia fuori dal tempo, eppure raggiunti dalle voci di un’Italia contemporanea che non li aspetta.

Tutte le canzoni di repertorio del film Lavoreremo da grandi

  • On the Road Again – Canned Heat
  • On Te L’avait Dit – Voilaaa feat Pat Kalla
  • Tell me why – Nigel Brown
  • Cuore matto – Little Tony
  • Riderà – Little Tony
  • Storm – Vivaldi
  • La gazza ladra – Rossini
  • Du Liegst Mir Im Herzen – Tradizionale
  • Gadabout Season – Brandee Younger
  • Trittico Atonale – Francesco Belluzzi
  • Gli sbandati hanno perso – Marracash

Musica e narrazione: il suono del fallimento

In Lavoreremo da grandi la musica non è ornamento ma struttura narrativa. Il titolo stesso è una dichiarazione ironica che racchiude l’essenza del film: questi uomini non sono mai davvero cresciuti, continuano a rimandare l’appuntamento con la responsabilità e la maturità. Sollima traduce questa condizione in suono: archi che sembrano girare su sé stessi, che accennano a melodie senza mai risolverle, che oscillano tra il comico e il dolente senza scegliere.

La colonna sonora oscilla tra generi per sottolineare le emozioni dei protagonisti, accompagnando lo spettatore in quel labirinto notturno fatto di equivoci, terrore, risate e, infine, una silenziosa resa dei conti con ciò che si è — e con ciò che non si sarà mai.

Scheda tecnica

Regia e sceneggiatura: Antonio Albanese (con Piero Guerrera) — Fotografia: Italo Petriccione — Montaggio: Davide Miele — Musiche originali: Giovanni Sollima — Produzione: Palomar, PiperFilm — Distribuzione: PiperFilm — Uscita in sala: 5 febbraio 2026.