Canzone Pubblicità Intesa Sanpaolo con i Castellitto

Per la nuova campagna istituzionale, Intesa Sanpaolo sceglie un brano nato nel 1978 e diventato di Rino Gaetano, ora nella voce di Mina

Canzone Pubblicità Intesa Sanpaolo con i Castellitto

Il nuovo film istituzionale di Intesa Sanpaolo parte il 18 ottobre e porta lo stesso titolo della canzone che lo accompagna. Nella pubblicità non c’è una voce narrante: a parlare è la musica, con “A mano a mano” reinterpretata da Mina. La scelta del brano è il cuore del progetto.

Il racconto: una catena di mani

Al centro dello spot c’è l’idea di una catena di mani che attraversa l’Italia, per raccontare storie vere di clienti e persone della banca. La regia è firmata per la prima volta insieme da Sergio e Pietro Castellitto, che compaiono anche davanti alla macchina da presa. Il primo video si apre con uno scambio tra padre e figlio, in cui uno mostra all’altro cosa sia una banca.

Accanto a loro ci sono Roberto Bolle, ritratto alla Galleria Borghese con la sua “mano michelangiolesca”, e Ciccio Graziani con i ragazzi disabili della società sportiva Olmoponte Santa Firmina di Arezzo. Ci sono poi un ingegnere di Terna, imprenditori e lavoratori. Dietro le immagini ci sono i 44 miliardi di euro di finanziamenti a famiglie e imprese nel primo semestre 2026.

Sergio Castellitto ha scherzato sul set: lo spot gli ha dato l’occasione di dare uno schiaffetto a suo figlio.

Perché questa canzone

Il titolo funziona da slogan: «a mano a mano» è il tempo che passa, ma anche la mano tesa e la mano che si passa. La canzone non accompagna soltanto le immagini, ma fa da raccordo tra una storia e l’altra, fino a tornare al punto di partenza.

Luca Josi, che ha seguito l’idea, la mette così: «La musica è un vestito su misura di un racconto». Per lui il peso del carisma di Mina, quando interpreta una canzone, è fortissimo.

La storia del brano

«A mano a mano» è del 1978. La musica è di Riccardo Cocciante e il testo di Marco Luberti, e il pezzo è il singolo che lanciò l’album Riccardo Cocciante. Arrivava dopo il successo di Margherita. Con Luberti, coautore e produttore storico, Cocciante lavorò ancora a “Io canto”, del 1979, che fu la loro ultima collaborazione.

La versione originale è malinconica. Cocciante la canta accompagnato dal pianoforte e mette l’accento sull’amore finito. Il brano racconta due persone che si perdono lentamente, a piccoli passi, con una speranza di ritorno che resta in sospeso.

Il passaggio a Rino Gaetano

La svolta avviene nel tour del 1980. Cocciante, Rino Gaetano e i New Perigeo si scambiarono due successi: Cocciante cantò “Aida” e Gaetano fece sua “A mano a mano”. Era il Q Concert, un’iniziativa della RCA in cui gli artisti interpretavano le canzoni degli altri. Gaetano la eseguì dal vivo e non la incise mai in un album in studio, eppure è la sua versione che molti ricordano.

Cocciante ha raccontato che Gaetano la cantò in una versione opposta alla sua, imprimendole una personale identità. Dove Cocciante resta nel rimpianto, Gaetano trasforma il ritornello in una promessa di rinascita, leggera e fischiettante.

Cocciante, anni dopo, l’ha presa con generosità. Per lui una canzone deve viaggiare attraverso le vite di chi la canta e diventare altro. Il brano ha continuato a circolare: nel 2013 l’ha incisa anche Andrea Bocelli, e Ferzan Özpetek l’ha inserita nella colonna sonora di Allacciate le cinture. Il 2 giugno 2026, per i 45 anni dalla scomparsa di Gaetano, è uscito un 45 giri speciale che ripropone la sua versione accanto a quella di Cocciante dal tour del 1998.

Una canzone che cambia sempre pelle

Nel film di Intesa Sanpaolo la canzone si presta bene a un racconto che passa da una storia all’altra. Il brano parla di legami che si allentano e si ritrovano, e lo spot lo usa per mostrare legami che si costruiscono: un mutuo, un’impresa, un progetto culturale. Con Mina la canzone cambia ancora una volta voce, dopo Cocciante e Rino Gaetano.

Chi l’ha scelta ha puntato su un brano che ha una storia di passaggi di mano, cosa che il titolo e la campagna sembrano voler dire anche senza parole.

Il testo completo di A mano a mano

A mano a mano ti accorgi che il vento
Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso
La bella stagione che sta per finire
Ti soffia sul cuore e ti ruba l’amore

E a mano a mano si scioglie nel pianto
Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo
Di quando vivevi con me in una stanza
Non c’erano soldi ma tanta speranza

E a mano a mano mi perdi e ti perdo
E quello che è stato ci sembra più assurdo
Di quando la notte eri sempre più vera
E non come adesso nei sabato sera

Ma dammi la mano e torna vicino
Può nascere un fiore nel nostro giardino
Che neanche l’inverno potrà mai gelare
Può crescere un fiore da questo mio amore per te

E a mano a mano vedrai che nel tempo
Lì sopra il suo viso lo stesso sorriso
Che il vento crudele ti aveva rubato
Che torna fedele, l’amore è tornato da te