Dopamine Chamber, quinto album dei Fontaines D.C.
Con Dopamine Chamber, uscito il 16 ottobre 2026 per XL Recordings, i Fontaines D.C. firmano il capitolo più radicale della loro discografia. Il disco segue Romance del 2024, l’album che ha portato i cinque di Dublino da beniamini della critica a una delle band più grandi del momento. Invece di consolidare quel successo, il gruppo cambia pelle ancora una volta.

Una camera in cui entrare
Il titolo racchiude l’idea del disco. Secondo Grian Chatten, ascoltare l’album significa entrare in una camera dove vengono messi alla prova su di noi diversi brani capaci di alterare mente e umore. Il tema è il piacere che muta in un mondo in bilico: la band oscilla tra gratificazione e angoscia fino a fonderle, riflettendo il sovraccarico di intelligenza artificiale, collasso ambientale e violenza politica, che viaggiano sugli stessi algoritmi di meme, battute e cultura delle celebrità.
Chatten usa un’immagine per spiegare lo scarto con il passato. Per lui Romance era umano per il 60% e corrotto dall’automazione per il 40%. Il nuovo lavoro ribalta le proporzioni.
Un suono più freddo, più strano
Sul piano musicale la svolta è netta. Il disco ha sintetizzatori freddi, tamburi marziali, campioni e trigger, diversi brani senza chitarre e archi alla maniera del pop italiano anni Sessanta, trasformati in qualcosa di sintetico. La recensione di Clash conferma che il quinto album si tuffa in un territorio elettronico, cinematico e goth, ispirato tanto a Nino Rota e Mina quanto a Massive Attack e Portishead.
Il chitarrista Conor Curley ha raccontato che, come per Romance, il gruppo ha lasciato gli elementi di band dal vivo per il momento in cui servivano davvero.
Da Londra a Palermo
Le registrazioni con Ford si sono svolte tra Londra, la campagna inglese e Palermo, dove Chatten ha inciso le voci in una cabina improvvisata con materassi e cuscini. Per cercare ispirazione per i testi, il cantante ha trascorso del tempo anche a Venezia, Vienna e in Sicilia. L’Italia, insomma, è una presenza concreta nel disco, non solo un riferimento estetico.
Il primo singolo, “Marianne”, quasi non ce l’ha fatta. Il bassista Conor Deegan ha rivelato che era uno dei circa quaranta brani scritti durante la lavorazione, inizialmente escluso dal disco e poi recuperato. Il pezzo è ispirato in parte alla serie thriller Ripley del 2024.
La tracklist di Dopamine Chamber
Il disco conta undici brani:
- Six Shot Morning
- Marianne
- Mimesis
- Happy For You
- Demolition
- Tongue
- One Man
- Where Is Gone? (con ROSALÍA)
- You Miss Me
- Japan
- Intimate
Alcuni momenti chiave di Dopamine Chamber
Tra i brani che hanno già attirato l’attenzione, “Tongue” fonde le radici post-punk della band con elementi elettronici, con un’atmosfera da Massive Attack dell’era Mezzanine. Secondo Clash, “Mimesis” è un momento più pop che allenta la tensione del disco, mentre “Japan”, penultima traccia, richiama gli Arctic Monkeys di Humbug ed è un inno da cantare a squarciagola, buono per i concerti.
L’ospite: Rosalía
La vera notizia della tracklist è la presenza di Rosalía. In “Where Is Gone?” la cantante spagnola è la prima ospite in assoluto nella storia dei Fontaines D.C. Un incontro che, sulla carta, sembra improbabile e che proprio per questo incuriosisce.
Verso il tour
Con l’uscita del disco parte un tour arena tra Regno Unito ed Europa, in ottobre e novembre, con tutte le date britanniche già esaurite, seguito da nuovi concerti nell’estate 2027. Un segnale chiaro: la band che sembrava sempre a una brutta serata dalla rissa ha costruito il suo pubblico senza addolcire il suono. Con Dopamine Chamber lo mette di nuovo alla prova.