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Fontaines D.C. Tongue – Testo Traduzione Significato

Tongue, il secondo singolo di Dopamine Chamber, porta i Fontaines D.C. in un territorio più oscuro, fatto di nastri deformati, voci campionate e dipendenza affettiva

Un singolo che arriva dal palco

“Tongue” ha debuttato dal vivo il 21 settembre al Kings Theatre di Brooklyn, a sorpresa, prima ancora di essere pubblicata. I video amatoriali hanno fatto il giro dei social e alcuni fan hanno sentito nel brano l’eco del nu-metal dei Korn, band che i Fontaines D.C. hanno dichiarato di amare. La versione in studio è uscita il 30 settembre come secondo estratto da “Dopamine Chamber”, quinto album della band in uscita il 16 ottobre per XL Recordings, dopo il primo singolo “Marianne”.

Il suono: nastri, campionatori e trip-hop

“Tongue” è un brano che avanza lento e opprimente. Stereogum parla di un ritmo ondeggiante, con batterie profonde di sapore trip-hop, mentre Paste lo descrive come un incubo stranamente bello, ancorato a una linea di batteria sinistra.

Dietro l’effetto ci sono scelte di produzione precise. Il bassista Conor Deegan ha manipolato la velocità del nastro, tecnica spesso associata a Prince, per ottenere un basso svogliato che richiama le linee campionate dell’hip hop. Il chitarrista Carlos O’Connell ha invece campionato la voce di Grian Chatten e ne ha alzato l’intonazione, trasformando il pezzo in un duetto tra il cantante e una sua versione dalla voce acuta e innaturale. Il risultato ricorda una voce captata da una trasmissione lontana.

Come racconta il chitarrista Conor Curley, la band ha proseguito il discorso di “Romance”, lasciando gli elementi suonati dal vivo solo dove servivano davvero. È un’idea che attraversa tutto il disco: la band c’è, ma passa attraverso filtri e macchine, e il lavoro in studio conta quanto quello sul palco.

Il significato del testo di Tongue: una lingua che smonta la vita

Il tema è la dipendenza da una persona che fa male. Chatten canta di una donna le cui parole taglienti sono così assuefacenti da poterti rovinare l’esistenza, e il ritornello paragona questa dipendenza a quella da una sostanza, in un confronto con un noto farmaco da prescrizione. L’immagine centrale, la lingua come strumento capace di disfare una vita, tiene insieme seduzione e crudeltà.

C’è chi resta cauto sull’interpretazione. Tom Breihan di Stereogum ammette di non avere ben chiaro di cosa parli il pezzo, ma ne coglie una sfocatura chimica, quasi depressa. Un’ambiguità che si accorda con il concetto del disco: “l’album stesso è una camera della dopamina”, dice Chatten. Il piacere, in questo universo, è sempre sul punto di diventare patologia.

Il testo e la traduzione di Tongue

Oh she has a tongue to take apart your life – Oh, lei ha una lingua capace di distruggerti la vita
Oh she has a oh she has a tongue to take apart your life, life – Oh, lei ha, oh, lei ha una lingua capace di distruggerti la vita, la vita
Oh she has a tongue to take apart your life – Oh, lei ha una lingua capace di distruggerti la vita
Oh she has a oh she has a tongue to take apart your life, life – Oh, lei ha, oh, lei ha una lingua capace di distruggerti la vita, la vita

Am I allowed to say it if nobody’s gonna listen – Posso dirlo se nessuno starà ad ascoltare?
Am I allowed to say it if nobody’s gonna listen – Posso dirlo se nessuno starà ad ascoltare?
Always imagined that we would’ve shared the competition – Ho sempre immaginato che avremmo condiviso la competizione
You say you don’t I say your happiness is going missing – Tu dici di no, io dico che la tua felicità sta scomparendo

Am I allowed to say it if nobody’s gonna listen – Posso dirlo se nessuno starà ad ascoltare?
Am I allowed to say it if nobody’s gonna listen – Posso dirlo se nessuno starà ad ascoltare?
Always imagined that we would’ve shared the competition – Ho sempre immaginato che avremmo condiviso la competizione
You say you don’t I say your happiness is going missing – Tu dici di no, io dico che la tua felicità sta scomparendo

Deep inside your pain – Nel profondo del tuo dolore
I feel the same – Io sento lo stesso
Deeper as we go – Sempre più in profondità mentre andiamo avanti
I think you know – Penso che tu lo sappia

More abuse than an Adderall – Più abuso di quanto ne provochi un Adderall
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato
More abuse than an Adderall – Più abuso di quanto ne provochi un Adderall
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato

More abuse than an Adderall – Più abuso di quanto ne provochi un Adderall
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato

Am I allowed to say it if nobody’s gonna listen – Posso dirlo se nessuno starà ad ascoltare?
Am I allowed to say it if nobody’s gonna listen – Posso dirlo se nessuno starà ad ascoltare?
Always imagined that we would’ve shared the competition – Ho sempre immaginato che avremmo condiviso la competizione
You say you don’t I say your happiness is going missing – Tu dici di no, io dico che la tua felicità sta scomparendo

Am I allowed to say it if nobody’s gonna listen – Posso dirlo se nessuno starà ad ascoltare?
Am I allowed to say it if nobody’s gonna listen – Posso dirlo se nessuno starà ad ascoltare?
Always imagined that we would’ve shared the competition – Ho sempre immaginato che avremmo condiviso la competizione
You say you don’t I say your happiness is going missing – Tu dici di no, io dico che la tua felicità sta scomparendo

More abuse than an Adderall – Più abuso di quanto ne provochi un Adderall
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato
More abuse than an Adderall – Più abuso di quanto ne provochi un Adderall
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato
More abuse than an Adderall – Più abuso di quanto ne provochi un Adderall
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato
Shit I’m sorry didn’t realise I called – Merda, mi dispiace, non mi ero reso conto di averti chiamato

Il video di Tongue: New York in blu

Il video è diretto da John Angus Stewart e girato dalla band stessa a New York. Stereogum lo descrive come una serie di primi piani intensi e disorientanti, illuminati di blu, mentre Nylon lo definisce gelido e radioattivo quanto la canzone, con la band ripresa su uno dei ponti della città. Dublino, il luogo d’origine di ogni loro immaginario, resta lontana.

Un passo avanti, e un po’ più in là

Con “Tongue” i Fontaines D.C. confermano di non voler ripetere la formula dei primi dischi, quella del post-punk urgente e dei versi recitati. Il percorso iniziato con “Romance”, candidato al Mercury Prize, qui si spinge verso un rock sempre più contaminato, fisico ma deformato, umano ma trattato come materiale sonoro. Per capire se la scommessa regge, bisognerà aspettare il 16 ottobre e l’ascolto dell’album per intero.

Se vuoi, posso aggiungere una sezione sul contesto dell’album (tracklist, collaborazione con Rosalía) o preparare una versione in testo semplice senza Markdown.


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