Canzone Pubblicità Gamma SUV Peugeot

La canzone scelta per fare da colonna sonora allo spot Peugeot dedicato alla gamma SUV della casa automobilistica francese e di Giorgio Moroder e si intitola From Here to Eternity: quando un italiano inventò il futuro della musica dance

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C’è un momento preciso in cui la musica dance smette di essere semplicemente un sottofondo per le serate e diventa un linguaggio. Quel momento ha la data del settembre 1977 e il nome di un ragazzo di Ortisei che tutti chiamano semplicemente Giorgio.

“From Here to Eternity” è un singolo pubblicato nel 1977 da Giorgio Moroder, estratto dall’album omonimo. Scritto insieme all’habitué collaboratore Pete Bellotte, il brano è qualcosa di più di una canzone disco: è un manifesto sonoro, un atto fondativo. Il pezzo è eseguito interamente su tastiere elettroniche e mette in mostra quel suono sintetizzato e futurista che Moroder stava esplorando parallelamente anche nei lavori con Donna Summer, in particolare nel singolo “I Feel Love”.

L’uomo dei sintetizzatori

Giovanni Giorgio Moroder, nato a Ortisei in provincia di Bolzano, è stato uno dei più importanti esponenti della musica elettronica e della disco music mondiale, pioniere nell’uso dei sintetizzatori nella musica pop-disco. La sua storia con la macchina elettronica inizia per caso, come spesso avviene nelle grandi rivoluzioni. Nel 1970 era a Monaco, e un ingegnere di nome Robbie lo presentò a un compositore classico che stava usando un sintetizzatore per creare quella che all’epoca veniva chiamata “musica concreta”. Dopo che il compositore se ne andò, Robbie lo prese da parte e gli mostrò le potenzialità dello strumento. Moroder rimase affascinato dalle possibilità e dai differenti tipi di suono che era in grado di produrre.

Da quel momento, Moroder non si fermò più.

Il suono del futuro

L’album From Here to Eternity fu registrato in poco meno di un mese, con l’uso di sintetizzatore e vocoder. Sul retro della copertina compare la scritta “Only electronic keyboards were used on this recording”. Una dichiarazione di poetica prima ancora che un dato tecnico. La voce robotica che apre la title track suona come un potente avvertimento agli ascoltatori: “Quello che ascoltate in queste canzoni è il suono del futuro”. Non era arroganza: era semplicemente la verità.

Il Moroder solista risulta ancora più onirico, spaziale, geometrico rispetto alle prove con Donna Summer. From Here to Eternity si presenta compatto, costruito sulle architetture dei sintetizzatori e sui ritmi sincopati della drum machine. Partendo dalla lezione dei Kraftwerk, Moroder rielaborava l’elettronica tedesca rendendola più giocosa, fresca e divertente. Non un esperimento da laboratorio, insomma, ma musica fatta per essere ballata.

Un successo europeo e oltre

Il singolo ottenne subito il riconoscimento che meritava. Al momento dell’uscita originale, il singolo ricevette una recensione a cinque stelle dalla rivista Blues & Soul. La title track raggiunse il sedicesimo posto nella UK Singles Chart. In Italia arrivò al numero 22 della classifica, mentre in Austria sfiorò la top 10 fermandosi all’ottava posizione. Il brano apparve nel film Thank God It’s Friday del 1978, anche se non fu incluso nella colonna sonora ufficiale.

L’album invece fu accolto con entusiasmo dalla critica specializzata, soprattutto a posteriori. Pitchfork gli assegnò un punteggio di 8.6 su 10, definendolo “una meraviglia per gli storici della disco” e “un perfetto frammento di musica dance per chiunque altro”. Nel 2004, la stessa rivista lo inserì all’88° posto nella lista dei 100 migliori album degli anni Settanta.

La lunga vita di un classico

Come tutti i brani davvero visionari, “From Here to Eternity” non ha smesso di vivere dopo il 1977. Nel 2000, due nuove versioni del brano furono realizzate per la compilation tributo DJ Empire Presents: A Tribute to Giorgio Moroder. Il remix di Danny Tenaglia divenne un successo nelle classifiche dance statunitensi. Un’altra versione, prodotta da Eric D. Clark con Amanda Lear alla voce, fu accreditata a Giorgio Moroder vs. Eric D. Clark feat. Amanda Lear.

Nel 2005, la canzone entrò anche nel videogioco Grand Theft Auto: Liberty City Stories, trasmessa dalla radio fittizia Flashback FM. Un modo singolare ma efficace di raggiungere generazioni che non erano ancora nate quando Moroder premeva i primi tasti del suo sintetizzatore.

L’eredità di From Here to Eternity

Le scene house di Chicago e techno di Detroit sono state enormemente debitrici nei confronti delle intuizioni di Moroder. Senza “From Here to Eternity” — e senza “I Feel Love”, uscita poche settimane prima — probabilmente la storia della musica elettronica avrebbe preso strade diverse, più lente, più tortuose. Moroder le ha aperto un’autostrada.

La sua eredità musicale resta enorme, sia per il lavoro pionieristico degli anni Settanta sia per le produzioni successive. Moroder ha firmato colonne sonore di film passati alla storia come Top Gun, Fuga di Mezzanotte, Flashdance, American Gigolo e Scarface, nonché i temi ufficiali delle Olimpiadi di Los Angeles ’84 e Seul ’88.

Ascolta la versione completa di From Here to Eternity

“From Here to Eternity” è disponibile sulle principali piattaforme di streaming:

Spotify La versione originale del 1977 e quella rimasterizzata sono entrambe disponibili:

Su Spotify si trova anche l’intero album From Here to Eternity (sia nell’edizione originale che in quella rimasterizzata del 2011), oltre a un EP di remix del 2012 con versioni firmate da Aeroplane, Compuphonic e altri.

YouTube Il video ufficiale rimasterizzato è disponibile cercando “Giorgio Moroder From Here To Eternity Remastered” — oppure direttamente al link già citato nell’articolo: youtube.com/watch?v=qTFEyFEu1Fk. Il video mostra Moroder ai sintetizzatori in studio, con le caratteristiche ballerine su sfondo nero dell’estetica anni Settanta.

Altre piattaforme Il brano è presente anche su Apple Music, Amazon Music e Tidal, sempre sia nella versione originale che in quella rimasterizzata.

Per l’articolo, se vuoi inserire un link diretto ti consiglio la versione rimasterizzata su Spotify o il video YouTube, che è il più accessibile per i lettori.