A Salty Dog – Procol Harum

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A Salty Dog è una delle canzoni più magiche che siano mai state pubblicate. Dà il titolo all’album omonimo pubblicato dai Procol Harum nel giugno del 1969.

Ecco il testo con la mia personalissima traduzione tra parentesi.

A Salty dog (Un Lupo di mare)

‘All hands on deck, we’ve run afloat!’
(“Tutti in coperta, ci siamo disincagliati”)
I heard the captain cry
(ho sentito il capitano urlare)
‘Explore the ship, replace the cook:
(“esplorate la nave, sostituite il cuoco” *vedi commento di Mauro)
let no one leave alive!’
(“non lasciate nessuno vivo”)
Across the straits, around the Horn:
(attraverso gli stretti, intorno all’Horn)
how far can sailors fly?
(quanto lontano possono volare i marinai?)

A twisted path, our tortured course,
(un percorso tortuoso, la nostra strada tormentata)
and no one left alive
(e nessuno lasciato vivo)
We sailed for parts unknown to man,
(Partimmo per luoghi sconosciuti all’uomo)
where ships come home to die
(dove le navi vanno a morire)
No lofty peak, nor fortress bold,
(Nessuna vetta elevata, nessuna fortezza audace)
could match our captain’s eye
(poteva eguagliare l’occhio del nostro capitano)

Upon the seventh seasick day
(Al settimo giorno di mal di mare)
we made our port of call
(trovammo il nostro approdo)
A sand so white, and sea so blue,
(una sabbia così bianca, ed un mare così blu)
no mortal place at all
(un luogo per niente mortale)
We fired the gun, and burnt the mast,
(scaricammo le armi, bruciammo l’albero)
and rowed from ship to shore
(e remanno dalla nave fino a terra)

The captain cried, we sailors wept:
(Il capitano gridava, noi marinai piangevamo:)
our tears were tears of joy
(le nostre lacrime erano lacrime di gioia)
Now many moons and many Junes
(molte lune e molti Giugno)
have passed since we made land
(erano passati prima che prendessimo terra)
A salty dog, this seaman’s log:
(Un Lupo di mare, questo marinaio)
your witness my own hand
(la mia mano ti è testimone)

70 risposte

  1. ivano ha detto:

    Dio mio, quanto può essere vera l’onesta’ dei ricordi. Questa canzone mi porta al di la’ di un’esistenza, mi porta più la’ dove ogni cosa ha il rimpianto di non aver capito allora quanto l’avrei desiderata adesso. Buon viaggio

  2. Flaminio ha detto:

    Incredibile! Indimenticabile sigla di una trasmissione che non ricordavo quale fosse e che grazie ai vostri commenti hi rammentato: Emozione pura (e soddisfazione ora nel comprenderne il testo) da uno del 1961!

  3. Rodolfo Pinna ha detto:

    Innanzitutto complimenti per questa meragliosa opera di divulgazione.
    Avevo tradotto questa splendida canzone una ventina di anni fa e mi sento di fare un paio di annotazioni:
    per quanto riguarda ‘ replace the cook’ concordo con Gerardo Marrone e Mauro Paccosi.
    Con ‘we fired the gun’ secondo me intende ‘sparammo con il cannone’ o ‘sparammo un salve di cannone’ e non ‘scaricammo le armi’.
    Ma la cosa che è sfuggita a tutti i traduttori è che il ‘seaman’s log’ è il giornale di bordo. Ho qualche anno di navigazione alle spalle e devo dire che il giornale di bordo è detto ship log-book, ma ai tempi gloriosi della vela era anche detto seaman-log.
    Saluti

  4. Nicola ha detto:

    Sorbole ero riuscitoa scaricarla alcuni anni fa ma non mi ricordavo ne il titolo ne l’autore,comunque a riascoltarla mi viene la pella d’oca, e il ricordo di quando ero piccino e mio fratello la ascoltava…….. quanti ricordi eeeee quanto tempo è passato. Un saluto a tutti quelli che amano musica vera che fa sognare…..

    nicola

  5. vincenzo ha detto:

    Porca miseria….
    quando la sento mi viene da piangere.
    Uno passa la settimana a lavorare, a sbattersi… poi arriva il venerdi pomeriggio e sui blog parlano solo di questa maledetta politica… poi senti A Salty dog… e sei di nuovo in paradiso.

    Buon vento a tutti….

  6. Ennio ha detto:

    Così mi piace immaginare e riscoprire il sogno degli anni ’60 rileggendo oggi questo vero quadro d’autore: “Un grande lupo di mare guida i suoi marinai lungo una rotta sconosciuta alla ricerca della terra sognata: Altri vi si erano aventurati, tutti sono scomparsi nel nulla assieme alle loro navi. Si scrisse sui registri di bordo che nessuna vetta al mondo poteva eguagliare l’occhio del Capitano. Dopo infiniti e interminabili giorni finalmente la meta: un’isola sconosciuta, meravigliosa, in cui la morte non esiste. Il Capitano ordinò l’abbandono e la distruzione della nave e tutti raggiunsero terra piangendo di gioia.”
    Sarebbe troppo avventurarsi nei colori unici che accompagnano queste parole, lungo un viaggio impossibile verso un futuro impossibile. Ma solo di un grande sogno si può davvero vivere.

  7. NATALINA ha detto:

    IO SONO DEL ’64 E ANCH’IO GUARDAVO AVVENTURA,HO SCOPERTO SOLO POCHI ANNI FA CHI LA CANTAVA E QUEST’ANNO LE VERSIONI IN ITALIANO…CHE BEI RICORDI!
    CIAO A TUTTI E BUONE FESTE.

  8. ivan ha detto:

    La canzone pare che si ispiri ad una raccolta di uno scrittore inglese

  9. giovanni capodicasa ha detto:

    eccellente comprensione condotta con logica ineccepibile. Ti faccio i miei più vivi complimenti. E vorrei ricordare, con megalomania spero perdonabile), che nella mia città, Lecce dico, collaboravo in una delle prime radio libere (1976)conducendo una trasmissione di cui Salty Dog era la sigla musicale. Grazie, grazie, davvero. Ciao giovanni capodicasa

  10. FABRIZIO ha detto:

    Sono del ’65, e questa canzone e’ anche per me legata ad “Avventura”. Ma non riuscii per anni a sapere chi fossero gli autori. Poi negli anni ’80 scoprii il titolo in un film di Verdone. E’ strano come per molti di noi questa canzone rimanga una “colonna sonora” della propria vita. Ho sempre vissuto vicino al mare ed inevitabilmente pur non conoscendo il testo il collegamento era facile ed intenso. Forse pero’ abbiamo vissuto un tempo nel quale una nave che prendeva il largo sul mare era ancora vera avventura, l’orizzonte era ancora lontano e paradiso era una parola legata comunque a magici posti lontani: vi ricordate Sandokan? In un viaggio con i miei genitori nel 1976 mi resi conto che stavamo sorvolando Mompracen: una sensazione indescrivibile! Comunque questa canzone e’ ben apprezzata anche dai giovani che oggi hanno la fortuna di ascoltarla.

  11. Gerardo MARRONE ha detto:

    Buongiorno, comemnto riguardo le strofe:
    ‘Explore the ship, replace the cook:
    let no one leave alive!’

    Secondo il mio parere il significato,
    da verificare con terminologia tecnica di marina in lingua inglese,
    è piùttosto:
    “guardate ogni angolo della nave, rilevate anche il cuoco, non lasciate a bordo anima viva”.
    Il capitano ha chiamato tutte le persone in coperta, vuole abbandonare la nave, vuole essere sicuro che nessuno rimanga a bordo. Explore, appunto, è da intendere nel senso di ricercare ogni punto più recondito della nave, ove qualcuno potrebbe essere accidentalmente rimasto senza aver sentito l’ordine di salire in coperta o bloccato per altri accidenti.
    Replace significa non solo sostituire ma anche rilevare dal posto previsto dalla consegna, quindi “andate a prendere anche il cuoco”, che normalmente non lascia mai il suo posto per venire in coperta per altri servizi di navigazione. Ed infine l’ordine rafforzativo “che nessuna persona viva rimanga a bordo”.
    This is my interpretation,
    best regards.

  12. giovanni ha detto:

    mi spiace solo che una sola donna sia intervenuta e viva le nostre emozioni ed i nostri sentimenti, come se i Procol Harum fossero solo cose da Uomini…. siamo soli, cari Argonauti, come i Marinai di tutti i tempi!

  13. Rocco ha detto:

    Il piano iniziale di questo brano mi ha fatto sempre sognare, con il suo tempo scandito. Solo da poco tempo scopro l’autore di questo meraviglioso brano. Io, nella mia giovinezza, l’ho sempre legata a Massimo Ranieri che in una sua raccolta in mio possesso (ma adesso non più, purtroppo!) di gioventu’ negli anni ’70 la ascoltavo incisa su una cassetta mitica stereo 7. Lui la interpretava in italiano. Ho sempre pensato fosse tratta da una colonna sonora. Grazie per l’emozionante momento di vita. C’e’ grande bisogno di questi ricordi storici. Rocco

  14. Claudio ha detto:

    Non mi quadra la cosa del cuoco: interpretazione troppo libera.
    Propendo per questa: http://www.procolharum.com/99/asd_kendra.htm.

  15. ivano ha detto:

    sono del 1960, quando ascoltai la prima volta A Salty Dog ero un fanciullo, che non conosceva l’inglese, ma con la merenda in mano, attendevo alla televisione il programma per ragazzi Avventura, e quegli accordi iniziali se non sbaglio della sigla di chiusura del programma, mi evocano davvero col senno di poi, mari inesplorati, e avventure senza limiti. Ora lo so, riascoltando questo miracolo musicale, quello che mi voleva dire allora, e quello che mi dice adesso: un canto lontanissimo pieno di ricordi come se avessi mille anni. Grazie per avermi emozionato ancora. Ne avevo davvero bisogno!

  16. Paolo ha detto:

    Grazie a tutti per questo forum su Salty Dog. sono di quella generazione anch’io e questa é un delle mie preferite. ho avuto la fortuna di ascoltare e vedere dal vivo e da vicino i Procol Harum quando vennero a Milano al Piper (mitico)non ricordo l’anno forse il 67?La traduzione é ottima, sono un appassionato di mare, anche l’appunto su diario di bordo é giusto chi va per mare sa benissimo cos’é il seaman’s log.
    Quello che mi incuriosisce al momento é sapere se sulla parte musicale si sono ispirati come altre volte a qualche classico (esempio A wither shade of pale e Fortuna a Bach).Qualche anno fa ad un concerto alla scala ascoltando mi pare Scarlatti mi sembrava di aver colto all’nizio un fraseggio molto simile all’intro di Salty dog. Qualcuno sa qualcosa di più?

  17. marco ha detto:

    Si tratta di una nave assalita da nemici. Tutti i marinai vengono uccisi. Ed il trapasso dalla vita e la morte viene descritto comme l’approdo in un posto meraviglioso, che evoca lacrime di gioia. Nella parte intermedia del testo viene ricordata la vita del marinaio, con le sue asperità e dove la vista del capitano non incontra altro che mare.
    Questa lettura dell’originale inglese è l’unica plausibile. E’ struggente fino al pianto in associazione alla musica e al suo strepitoso crescendo.

  18. Graziano ha detto:

    Sono del 61 ero curioso di trovare la traduzione di questa bellissima canzone, che ho sempre con me, la ascolta anche mio figlio che ha 13 anni, non capisce certo i ricordi che suscita in me, ma gli piace è già un successo, uno dei tanti per questa canzone.

  19. sandro ha detto:

    sono del ’65 ma questo brano lo ricordo benissimo ed è sempre stato magico per me.
    la traduzione è ottima, personalmente concordo con marco e alessandro, e sergio per il significato di to run afloat. seamen’s log è il diario di bordo anche per me.
    al di là di tutto è un brano che dopo più di 40 anni ci fa ancora sognare…

  20. Antonello ha detto:

    Son un ’62 e adoravo Avventura!! Il testo della canzone è molto profono. Il testo, infatti, fa riferimento alla speranza di una nuova vita che arriva quando tutto sembra perduto. La speranza può diventare realtà – attraverso mille difficoltà e un viaggio difficle – se c’è una guida forte e sicura (captain) che è in grado di dirigertio nelle difficoltà. C’è anche chi ha visto un riferimento religioso nel “captain” (il capitano è “la fede”??) che può condurre alla felicità. non dimentichiamo in quale periodo è stata scritta (vedi influenze mistiche in gruppi tipo beatles). Seamen’s log è decisamente il “diario di bordo”!

  21. davide ha detto:

    salve,. io sono della fine del ’75 e questo brano ho potuto solo ascoltarlo anni dopo… ma credo siceramente si tratti di uno dei più belli mai realizzati.
    aldilà della traduzione della prima parte e del termine che indica il diario di bordo, credo che ciò dice nella parte centrale (“no lofty peak, nor fortress bold, could match our captain’s eye”) vada a confermare che si tratta di pirati… la stessa frase iniziale che viene tradotta con “non lasciate nessuno vivo” potrebbe -credo, e correggetemi se sbaglio- anche esser tradotta come “non lasciate che nessuno se ne vada (scappi) vivo”, confermando l’atteggiamento di un pirata.
    ciao e grazie per questa traduzione su questa meraviglia della musica 😉

  22. Dastele ha detto:

    Sono un ’61 e ho una grande nostalgia di “Avventura” con le sue fantastiche sigle … altro che la TV digitale.
    Comunque, grandissimo “Il Mercy” a regalarci questa traduzione per farci capire meglio una delle canzoni più poetiche di tutta la storia della musica.
    Per la mia conoscenza dell’inglese, concordo con Marco per la traduzione dell’ultima parte e concordo con Sergio per il resto.

  23. sergio ha detto:

    Io sono del 58 e lavoro in mare dove l’inglese é la lingua ufficiale quindi a parte la doppia emozione che provo ogni volta che ascolto quezzo pezzo vorrei dire la mia su due punti della traduzione:
    “we’ve run afloat” suona tipo siamo andati alla deriva mentre “and no one left alive” insieme a “and burnt the mast” li tradurrei così come sono perchè nessuno lasciato scappare vivo e l’albero bruciato é la fine riservata alle navi catturate dai pirati mentre su “Explore the ship, replace the cook” concordo con Alessandro, é un altra cautela dei pirati.

  24. ugo ha detto:

    ho 61 anni fra poco e ho avuto la fortuna di vefere i Procolharum quando avevo solo 15 anni e mi innamorai subito della loro musica . Li ho rivisti dal vivo a Bergamo nel2009 e ho persino pianto di gioia ascoltandoli di nuovo.Da brivido.

  25. nicola ha detto:

    che bello….trovarsi qui, gente che nn si conosce, che ha in comune, per la maggior parte la classe “mitica” del 63,e rendersi conto che abbiamo condiviso le stesse emozioni ascoltando una canzone, a mio avviso magica; ora un testo che apprezzavo solo per la dolcezza del suo suono, ha un significato. Grazie ragazzi

  26. marco ha detto:

    Per Marriot: il Seaman’s log è il diario di bordo di una imbarcazione. Non è una metafora, in inglese si dice proprio così…senza doppi sensi e misteri! Ciao

  27. Emiliano ha detto:

    Grazie per la traduzione di questa meravigliosa canzone e grazie a tutti quelli che hanno arricchito la discussione, io sono del ’75 e ho conosciuto questa canzone poichè era la sigla iniziale di un programma sportivo su “Koper Capodistria”, tv privata degli anni ’80, le immagini che scorrevano sulla canzone era di una gara di sci, penso di non aver perso neanche una puntata solo per il piacere di ascoltare quella canzone, ero piccolo e non sapevo chi fossero nè a chi chiedere, ma ero follemente innamorato di quella canzone, ora ho una cultura musicale molto più ampia di allora, ma l’emozione che mi suscita ascoltandola è la stessa di allora!!
    Grazie

  28. quinto ha detto:

    sono un 67, ed ero veramente piccolo, ma queste sigle me le ricordo benissimo e mi hanno accompagnato x il resto della vita!!! che grandi canzoni, che meravigliosi testi, e superbi arrangiamenti, erano altri tempi e un Mino Damato che non ti aspetti inserisce questi brani ad una trasmissione interessantissima!!! chi avrebbe il coraggio adesso come adesso con certe immondizie di format!!! che tempi i 70, quando per sigle si potevano ascoltare pink floyd, genesis, Joe cocker o procol harum…

  29. mASSIMINO ha detto:

    Devo dire che questa dei Procol Harum è una delle più belle accoppiate tra musica e testo mai realizzate. Nella sua esecuzione originale, questa canzone, sprigiona un mix di emozioni uniche, particolari, capaci di portare la mente dell’ascoltatore in un viaggio virtuale, senza fine e senza tempo.
    Davvero un inno alla bella musica.

  30. Marcello1954 ha detto:

    La traduzione è ottima: gran lavoro non facile, tradurre una lingua anglossassone in quella neoloatina e successivamente in Italiano. Sappiamo bene che l’inglese va interpretato e non tradotto, poichè una porola, al contrario della nostra,ha moltissimi significati. Tuttavia anche se appartengo a quell’epoca, non trovo niente di speciale in questa canzone, tranne lo spartito musicale molto bello e orecchiabile. Uno che di musica ne ha fatta tanta e che tra l’atro è il coautore del brano “Piccolo Fiore dove vai” ecc..

  31. Cosmo ha detto:

    grazie per la traduzione. il testo è criptico, e credo che alcuni versi emozionino (in lingua originale) più per il loro suono e per ciò che evocano piuttosto che per il significato letterale. comunque, la storia che viene raccontata secondo me è questa: il naufragio di una nave, la morte di tutto l’equipaggio, e la descrizione di un posto che potrebbe essere un sogno o il paradiso, narrato da un marinaio che, o è anch’egli morto, o sta “viaggiando” con la mente.

  32. pino ha detto:

    scusatemi al punto replace the cook non mi convince la traduzione forse cook e un cognome magaei del capitano- grazie

  33. stefano ha detto:

    Grazie a voi 🙂

  34. Il Mercy ha detto:

    Grazie Stefano 🙂

  35. Stefano ha detto:

    Perdonate gli errori, grazie per la comprensione 🙂

  36. Stefano ha detto:

    Ciao a tutti,
    complimenti per questo straordinario sito! 🙂
    Anch’io sono del “63 e questa è una coincidenza particolare mi sembra. Questa canzone scuote le profondità dell’anima già solo ascoltandola senza la traduzione, ora mi piace ancora di più! E’ bellissimo il testo e credo che ci sia qualcosa di molto profondo in esso. Come d’altronde anche in “a wuiter shade of pale” ci sono riferimenti di spessore storici e non solo. Grazie a tutti di esistere 🙂 Ciao

  37. marriott ha detto:

    ok sto con Voi siete forti e volitivi
    pero’ mi permetto di dire circa l’origine del testo che come ben potete intuire ”le frasi parole contenute nel testo originale” sono frutto di ben altro…………… piuttosto che da letture
    marinare
    ed inoltre this seaman’s log
    puo’ significare questo ” ceppo dell’uomo di mare” appunto il lupo di mare
    ciao a tutti

  38. Michele g. ha detto:

    Bellissima traduzione, complimenti!
    Io sono del 60 e come altri che hanno scritto, questa canzone resterà sempre legata al ricordo della trasmissione RAI “Avventura”. Un mito di tutti quelli della mia generazione. Se non ricordo male uno degli inviati di quel programma era Mino Damato (ricordate? Quello che poi camminò sui carboni ardenti in una Domenica-in). Forse le musiche di apertura e chiusura furono scelte da lui.

  39. max ha detto:

    Dopo molti anni ho voluto cercare la traduzione di un brano che ho sempre avuto nel cuore. Grazie a tutti, a Mercy per la poetica traduzione e a chi ha voluto dare un contributo filologico, ma la cosa che è straordinaria è la sensazione che tutti aspiriamo a vivere questa avventura e la certezza che dobbiamo molto a quella mano che ha lasciato questo diario di bordo.

  40. lucamax ha detto:

    Grazie per la traduzione, credo che non si debbano cercare significati troppo esoterici o complessi al testo, l’autore Keith Reid penso fosse ancora influenzato dai libri come l’Isola del tesoro oppure da storie come l’ammutinamento del Bounty, in ogni caso la canzone narra di eventi passati, racconta quello che è stato senza svelarci però tutta la storia (che fine fanno i marinai ? ) , di certo quello che era non è più, è passato, forse da questo deriva nella canzone questo senso struggente di qualcosa che vive ormai solo nei ricordi oppure in un diario di bordo.

    Sono del 62′ e mi ricordo bene questa canzone come la sigla di chiusura di un programma della Rai, Avventura, ovviamente ancora in bianco e nero.
    Credo di non essere il solo a provare vera nostalgia ogni volta che l’ascolto.
    La sigla di apertura era invece una cover dei Beatles cantata da Joe Cocker “She came in Through the bathroom window”.
    Beh, a posteriori un plauso a chi in Rai ebbe l’idea di mettere quelle due canzoni come sigle.
    I casi sono due o il tizio era un illuminato oppure la musica di successo della fine anni 60′ era ben altra cose delle attuali canzonette a largo consumo.

  41. Alessandro ha detto:

    “Replace the cook” è tradotto correttamente. A volte accadeva che mantenendo il cuoco alle sue mansioni si vendicasse avvelenando i malcapitati. Quindi sostituire il cuoco era una forma di tutela per portare a casa la pelle. Ciao a tutti gli ex-bambini del ’63

  42. Eleonora ha detto:

    questa lirica mi ha accompagnato per anni e per anni desideravo conoscerne la traduzione.
    sono felice di essere capitata in questo sito e approposito, c’è qualche vecchietto come o un po’ più di me che conosce “lost friend” del 1962 o 63 solo strumentale?
    ciao a tutti

  43. Marco ha detto:

    Saluti a tutti! Anche io sono un ’63 e questa canzone mi ha accompagnato per lunghi anni!
    ottima traduzione, e grande spiegazione riguardo la cucina di bordo. Confesso che io l’avevo sempre associato al fatto che nel film “il Bounty” c’è effettivamente un morto, e mi sembra sia il cuoco. Per quanto riguarda la fine, devo dire che purtroppo la traduzione è errata da un punto di vista grammaticale dei tempi usati. La corretta traduzione è: “Ora -inteso come intercalare – molte lune e molti Giugno sono passati da quando siamo sbarcati/abbiamo toccato terra. Un lupo di mare, questo diario di bordo: la mia (che ha scritto il diario di bordo) mano è il tuo testimone.
    Un saluto a tutti!

  44. Andrea ha detto:

    Un grazie di cuore a chi ha tradotto un testo non facile di una canzone che mi ha riportato indietro negli anni e mi ha fatto emozionare tantissimo. Credo che qualsiasi artista avrebbe voluto essere l’autore di questo capolavoro. Non vedo in giro da tanti anni ( e soprattutto non sento) gruppi o solisti che riescano anche solo ad avvicinarsi a tanta qualità.
    Certo che Mauro (grande la sua interpretazione del testo) ha cambiato l’immagine che avevo creato nella mia mente: io pensavo ad un arrembaggio ad una nave, magari per un ammutinamento, qualcosa che ricordasse la vicenda del Bounty, mentre lui apre uno scenario diverso, un rischio di naufragio evitato e poi lo sbarco in un’isola meravigliosa dove passare il resto dei propri anni. Non toglie comunque nulla alla magia, anzi…

  45. Il Mercy ha detto:

    Grazie, Danilo

  46. Danilo ha detto:

    fino a che ci sarà gente come te che cerca di far conoscere i testi di questi capolavori e gente come me, che gira per capire cosa siano veramente, questa musica non morirà mai!

  47. Araxis ha detto:

    Salve a tutti.
    Anch’io appartengo a quel periodo e posso
    tranquillamente considerarla la colonna
    sonora della mia vita,veramente un testo di spessore.
    E’un pezzo
    che mi fa veramente commuovere. una osservazione ,se mi e’concessa:
    this seaman’s log lo avrei tradotto come questo diario di bordo,il diario forse di una vita che sta per volgere metaforicamente al termine.

    Salute e vita.

  48. lUCA BOCCHI ha detto:

    Complimenti per la qualità del sito e per la traduzione, nello specifico, di una delle piu’ belle canzoni mai scritte. Appartengo a quella generazione (’63) che la sentita ed apprezzata fin dall’inizio sia per radio che per televisione(come sigla di Avventura)

  49. Il Mercy ha detto:

    Grazie Mauro, ci eravamo interrogati a lungo su quel passaggio e non riuscendo a darci una logica abbiamo tradotto in modo letterale. Ora grazie a te questa logica la abbiamo trovata.

    Ho inserito nel testo una nota che rinvia al tuo commento.

  50. mauro paccosi ha detto:

    ciao , questa traduzione si trova sempre simile.. contiene una assurdità evidente “replace the cook” -” sostituite il cuoco ! il capitane di una nave a rischio di naufragio si occupa della qualità del cibo..!!!
    La logica porta a tradurre ” spegnete-chiudete la cucina, nel senso del fuoco normalmente sempre acceso. era un ordine obbligatorio sulle navi a legno quando si preparavano alla battaglia o a rischio naufragio perchè il fuoco (a carbone) si sarebbe potuto rovesciare ed appiccare le fiamme alla nave ( che era l’evento peggiore possibile immaginabile su una nave di legno, peggio del naufragio). La cucina veniva spenta con un apposito coperchio o con la sabbia.
    Anche dopo “non lasciate nessuno vivo” è da intendersi ” altrimenti nessuno sopravviverà”.
    Saluti cari

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