A Whiter Shade of Pale, Procol Harum – Testo Traduzione Significato

Quando il 12 maggio 1967 uscì A Whiter Shade of Pale, il singolo di debutto dei Procol Harum, una band inglese fino a quel momento sconosciuta, nessuno poteva immaginare che quella canzone sarebbe diventata uno dei brani più iconici della storia del rock.

A Whiter Shade of Pale, Procol Harum - Testo Traduzione Significato

“A Whiter Shade of Pale” fu pubblicata come singolo d’esordio dei Procol Harum, registrata negli Olympic Studios di Londra nell’aprile del 1967. Il successo fu immediato e travolgente: il brano raggiunse la prima posizione della classifica britannica l’8 giugno, restandoci per sei settimane, e arrivò al quinto posto della Billboard Hot 100 statunitense pur senza una vera promozione.

La nascita di un capolavoro

Tutto ebbe inizio all’inizio del 1967, quando il tastierista Gary Brooker incontrò il paroliere Keith Reid, destinato a diventare l’autore di tutti i testi del gruppo e considerato a tutti gli effetti un membro della band, tanto da comparire nelle formazioni riportate sulle copertine degli album. Reid scrisse un testo su una melodia già composta da Brooker, che per l’arrangiamento voleva un’introduzione strumentale capace di catturare l’attenzione fin dalle prime note.

Fu il ventunenne organista Matthew Fisher, reclutato tramite un annuncio su una rivista musicale britannica insieme ad altri turnisti, a comporre quell’introduzione destinata a fare la storia, costruita sovrapponendo elementi ispirati al secondo movimento di una suite orchestrale di Bach. Il risultato, un organo Hammond dal sapore barocco che apre il brano prima ancora dell’ingresso della voce, è probabilmente l’elemento più riconoscibile e imitato dell’intera canzone.

Un titolo nato per caso

La genesi del titolo ha il fascino delle grandi leggende musicali. Secondo il racconto più diffuso, Keith Reid partecipava a una festa quando sentì qualcuno rivolgersi a una donna con una frase che lo colpì profondamente: un’espressione sul suo viso che si faceva sempre più pallido. Da quella suggestione nacque l’idea di una canzone dal testo volutamente criptico, capace di evocare immagini oniriche senza offrire una chiave di lettura univoca.

Il testo originale contava quattro strofe, ma due furono tagliate per esigenze di durata: il brano non doveva superare i quattro minuti. Quei versi mancanti sarebbero stati eseguiti solo occasionalmente dal vivo negli anni successivi.

Echi letterari e interpretazioni

Uno dei riferimenti più discussi riguarda il passaggio che cita un mugnaio intento a raccontare la propria storia, verso che molti hanno accostato ai Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, e in particolare al racconto del mugnaio Robin. Curiosamente, lo stesso Reid ha più volte smentito di essersi ispirato direttamente all’opera di Chaucer, alimentando ulteriormente l’alone di mistero attorno al brano.

Anche l’immagine delle “sedici vestali” in partenza verso la costa ha fatto discutere: nell’antica Roma le vestali erano un numero compreso tra tre e sei, e il “sedici” scelto da Reid sembra rispondere più a un’esigenza fonetica e ritmica che a un preciso riferimento storico. Lo stesso autore ha raccontato di essersi ispirato più al cinema francese che frequentava a Londra che a sostanze o esperienze allucinogene, smentendo così una delle letture più ricorrenti negli anni della psichedelia.

Il successo italiano e la causa legale

In Italia il brano ebbe una vita parallela sorprendente: Mogol, colpito dall’ascolto della canzone appena uscita in Inghilterra, ne scrisse un testo completamente diverso affidato ai Dik Dik, che la incisero con il titolo “Senza luce”. Il singolo italiano ottenne un successo commerciale addirittura superiore a quello della versione originale dei Procol Harum, che nel nostro paese arrivò sul mercato solo in un secondo momento.

Il brano ebbe anche uno strascico legale che si trascinò per decenni. Inizialmente accreditato ai soli Gary Brooker e Keith Reid, nel 2005 Matthew Fisher intentò una causa per essere riconosciuto come coautore, sostenendo di aver contribuito in modo sostanziale alla composizione con la sua celebre parte d’organo. La vicenda approdò fino alla Camera dei Lord, che nel 2009 diede ragione a Fisher, sancendo il suo diritto a essere accreditato come coautore, nonostante fossero trascorsi quasi quarant’anni dalla pubblicazione del disco.

Un’eredità che dura da quasi sessant’anni

“A Whiter Shade of Pale” è diventata negli anni una sorta di colonna sonora della Summer of Love, simbolo del desiderio di elevazione spirituale di una generazione che si allontanava dalla religione tradizionale per cercare altre forme di trascendenza. Anche musicisti del calibro di John Lennon e Paul McCartney espressero grande ammirazione per il lirismo del testo, contribuendo a consacrarne lo status di classico intramontabile.

A quasi sessant’anni dalla sua pubblicazione, la canzone resta uno dei brani più reinterpretati e citati della storia della musica popolare, capace di conservare intatto il proprio fascino enigmatico anche a distanza di generazioni.

Il  testo completo e la traduzione di A Whiter Shade of Pale

We skipped the light Fandango (ignorammo il leggero fandango)
Turned cartwheels ‘cross the floor (giravamo come monete sul pavimento)
I was feeling kind of seasick (mi sentivo come avessi il mal di mare)
But the crowd called out for more (ma la folla ci chiamava fuori per averne ancora)
The room was humming harder (la stanza ronzava forte)
As the ceiling flew away (come se il soffitto volasse via)
When we called out for another drink (Quando chiedemmo un altro drink)
The waiter brought a tray (Il cameriere portò un vassoio)

And so it was that later (E così più tardi)
As the Miller told his tale (Come il Mugnaio raccontò la sua storia)
That her face, at first just ghostly (che la sua faccia, all’inizio solo pallida)
Turned a whiter shade of pale (divenne di un tono più bianco del pallido)

She said there is no reason (lei disse che non c’era ragione)
And the truth is plain to see (e la verità è semplice da vedere)
But I wandered through my playing cards (ma io vagavo tra le mie carte)
And would not let her be (e non volevo lasciare che lei fosse)
One of sixteen vestal virgins (una delle sedici vergini vestali)
Who were leaving for the coast (che stavano partendo per la costa)
And although my eyes were open (e anche se i miei occhi erano aperti)
They might just as well’ve been closed (potevano essere stai chiusi)

Strumenti e risorse di traduzione

And so it was that later (E così più tardi)
As the Miller told his tale (Come il Mugnaio raccontò la sua storia)
That her face, at first just ghostly (che la sua faccia, all’inizio solo pallida)
Turned a whiter shade of pale (divenne di un tono più bianco del pallido)

And so it was… (e fu così…)

Link utili:

Per ascoltare la canzone completa www.youtube.com